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Marzo annunciava ogni anno la fine dell’inverno e
l’arrivo della primavera. I contadini assistevano
alla rinascita della natura e all’arrivo delle
rondini, che rientravano dai paesi caldi. Si diceva
infatti “Per San Benedetto la rondine sotto al
tetto” (San Benedetto cadeva allora il 21
marzo, primo giorno di primavera).
Le veglie nelle stalle erano già terminate, perché
alla sera si doveva andare a letto presto: i grandi
lavori nei campi erano iniziati!
Nelle campagne ai primi di marzo si accendevano
gandi fuochi (Fèr lóm a mèrz) |
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seguendo antichissimi riti propiziatori.
Per tutta
la notte ci si intratteneva accanto ai fuochi,
chiacchierando, cantando e, talvolta, ballando.
Il mese di marzo però portava anche la Quaresima,
accompagnata da penitenze, preghiere e digiuni. Ogni
venerdì, durante la Quaresima, ci si doveva astenere
dalla carne, ma la cosa non preoccupava più di tanto
i contadini, perché già erano abituati a mangiarla
pochissime volte all’anno. Per loro era molto più
triste dover sospendere il ballo, uno dei loro rari
passatempi.
Marzo però riservava anche l’attesa della festa di
Pasqua che stava per arrivare. Si diceva infatti che
San Bandatt dal fèst a gh n-ha un sacàtt.
Dall’Epifania non c’erano state più feste e quindi
la Pasqua era molto attesa anche per questo.
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