L'articolo del mese

FEBBRAIO
 

A febbraio l’inverno imperversava ancora e la bella stagione sembrava molto lontana ai contadini, nonostante il desiderio che giungesse presto.
La neve cadeva con abbondanza, infatti per San Biagio (3 febbraio), uno dei santi della neve, un proverbio affermava: A San Bièś la nev l’a-gh pièś (A San Biagio la neve piace).
Febbraio portava però il Carnevale, amato dai grandi per la possibilità di ballare, di incontrarsi fra giovanotti e ragazze e di divertirsi in compagnia, ma soprattutto desiderato dai piccoli, che potevano mettersi in maschera, giocare e mangiare dolci.
A febbraio, nelle abitazioni c’era ancora disponibilità di carne di maiale, perché la pcarìa,  cioè  la  lavorazione  domestica

    

Monet - Villaggio di Sandviken, 1895
Da
www.crescerecreativamente.org
 

della carne suina, comune in tante famiglie contadine, era avvenuta di recente.
I ragazzi più poveri si recavano nelle case contadine recitando filastrocche in cambio di qualche pezzetto di carne di maiale, che infilavano in un bastoncino portato con sé. Si trattava di un’usanza chiamata ónżer al sprōk (ungere il bastoncino), proprio per la sua modalità.
Il carnevale comunque con tutte le sue tradizioni rappresentava un momento di passaggio fra il buio dell’inverno e la luce della bella stagione che tutti intravvedevano nel grigiore di quei giorni.

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Gradara (PU)
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