Che famiglia numerosa!

La famiglia era il cardine dell’intera società.
Era in genere, soprattutto in pianura, molto numerosa, perché per poter lavorare la terra (allora non c’erano mezzi meccanici) occorrevano molte braccia.
Sotto lo stesso tetto convivevano più generazioni, guidate tutte dall’uomo più esperto ed anziano, l’arzdôr (il reggitore), che dirigeva il podere ed intratteneva i rapporti col proprietario terriero o col fattore, secondo il contratto di mezzadria. Accanto a lui la moglie, l’arzdôra, guidava l’economia domestica, aiutata da nuore e figlie, provvedendo a tutte le necessità della numerosa famiglia.

      

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Allora i bambini erano tanti e, fin da piccoli, venivano abituati a lavorare sia in casa che nei campi, accanto agli adulti. Si lavorava da bur a bur (da buio a buio), cioè dalle ore precedenti l’alba fin dopo il tramonto del sole; si cercava di andare d’accordo e di collaborare nell’interesse di tutti. Erano anni molto difficili e le famiglie, per lo più, molto povere.