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La famiglia era il cardine
dell’intera società.
Era in genere, soprattutto in
pianura, molto numerosa, perché per
poter lavorare la terra (allora non
c’erano mezzi meccanici) occorrevano
molte braccia.
Sotto lo stesso tetto convivevano
più generazioni, guidate tutte
dall’uomo più esperto ed anziano,
l’arzdôr (il
reggitore), che dirigeva il
podere ed intratteneva i rapporti
col proprietario terriero o col
fattore, secondo il contratto di
mezzadria. Accanto a lui la moglie,
l’arzdôra,
guidava l’economia domestica,
aiutata da nuore e figlie,
provvedendo a tutte le necessità
della numerosa famiglia. |
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Allora i bambini erano tanti e, fin da piccoli,
venivano abituati a lavorare sia in casa che nei
campi, accanto agli adulti. Si lavorava
da bur a bur (da buio a buio),
cioè dalle ore precedenti l’alba fin dopo il
tramonto del sole; si cercava di andare d’accordo e
di collaborare nell’interesse di tutti. Erano anni
molto difficili e le famiglie, per lo più, molto
povere.
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