Rubrica: Attualità di CLAUDIA RINALDI.

Una volta avveniva di rado la consegna di prodotti alimentari di casa in casa come la vendita a domicilio dell’uva pigiata mediante la castellata, una botte tipica del bolognese e della Romagna che occupava un intero carro trainato dai buoi, in modo che le persone potessero farsi il vino nelle loro cantine. Per il resto, i contadini vendevano i prodotti della terra o le uova o il bestiame nei mercati rionali o nelle fiere. Oppure vi erano gli ambulanti che giravano per le strade vendendo zucca cotta, frutta secca, pere e cipolle cotte, caldarroste, aceto e le persone scendevano in strada o mandavano le fantesche per gli acquisti. Oggi invece abbiamo il boom delle consegne a domicilio di veri e propri pranzi completi, non solo da parte dei ristoranti etnici o pizzerie, i primi ad avviare questa modalità. La pandemia ha incentivato da parte di produttori, ristoranti, pizzerie, forni, pasticcerie, ortofrutta, macellerie, caseifici ecc una vera e propria rivoluzione nella modalità di consegna ai clienti: l’asporto. Solo nel 2021 il fatturato delle consegne a domicilio (food delivery), stimato dalla Coldiretti, fa balzare a un valore record di 1 miliardo e mezzo. La consegna di pasti a domicilio interessa quasi quattro italiani su dieci (37%) che hanno ordinato dal telefono ma sempre più dal proprio personal computer o smartphone veri e propri pranzi e cene, non il classico sandwich veloce, senza tralasciare nemmeno i momenti più tradizionali come il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. La ristorazione “off site”, cioè fuori dai ristoranti e pizzerie sta diventando un modello di business a sé stante tanto che stiamo assistendo alla nascita dei ghost kitchen, cioè ristoranti fantasma: sono solo virtuali e producono esclusivamente per l’asporto. L’evoluzione tecnologica ci porta a un nuovo livello di confort, dove possiamo consumare pranzi completi a casa, in palestra, in ufficio, addirittura nella nostra auto, basta dare l’indirizzo del parcheggio! Sembra impossibile pensare ad un ritorno al passato, anche quando la situazione di emergenza sarà tornata alla normalità. Il food delivery sarà la normalità?