Nel giorno dedicato a San Giuseppe (19 marzo), terminavano una volta nelle campagne le veglie nelle stalle, perché il freddo ormai era diminuito e riprendevano i lavori agricoli all’aperto, per cui alla sera si doveva andare a letto presto. Quel giorno le rezdore cucinavano in onore del santo queste semplici frittelle che portavano il suo nome. Ancora oggi, in quella giornata, le zeppole si possono trovare più elaborate e decorate con crema e amarene sciroppate nelle pasticcerie e nei forni.

Questa è la ricetta delle zeppole (o frittelle) di S. Giuseppe del mondo contadino di una volta:

Mettete sul fuoco un recipiente antiaderente con 130 gr di latte intero, 15 gr di burro ed un pizzico di sale. Quando il latte comincia a bollire togliete il recipiente dal fuoco e versate nel latte 120 gr di farina 00, in un colpo solo, mescolando poi velocemente per evitare grumi. Rimettete poi il recipiente sul fuoco e fate cuocere sempre mescolando, finché l’impasto non si staccherà dalle pareti del tegame. Lasciate raffreddare e, a questo punto, unite 2 o 3 uova sbattute e 100 gr di zucchero semolato, mescolando bene il tutto.

Dopo avere lasciato riposare l’impasto per una trentina di minuti, friggetelo a cucchiaiate in abbondante strutto o nell’olio di semi. Servite le zeppole cosparse di zucchero a velo.