Cuntēr al pêgri, contare le pecore: cercare di prendere sonno.

Questo modo di dire, pronunciato spesso dalle persone con difficoltà a prendere sonno, sembra abbia origine da una fiaba de Il Novellino (fine Duecento), dove si narra che il terribile Ezzelino da Romano, per vincere la noia dell’insonnia notturna, di cui soffriva, ingaggiò un contastorie. Una notte il contastorie aveva tanto sonno, ma per non scontentare il suo signore inventò la storiella di un pastore che doveva attraversare il fiume con il suo gregge, servendosi di una barchetta, su cui poteva stare solo una pecora. Cominciò a raccontare che il traghettatore caricò una prima pecora, la portò sull’altra sponda, poi tornò indietro e caricò la seconda e così via. A un certo punto tacque, ma Ezzelino, sempre sveglio, lo esortò a continuare e il contastorie, ripresosi, esclamò: «Signore, dobbiamo prima far passare tutte le pecore!». Ezzelino scoppiò a ridere e, compresa la situazione, finalmente permise al narratore di dormire.

Mè a m-indurmèint sèimpr acsè in prēsia, ch’a-n fagh mai in tèimp a cuntēr  gnanch ’na mēża pêgra, io mi addormento sempre così in fretta che non faccio mai in tempo a contare nemmeno una mezza pecora.

(Da S. Prati – G. Rinaldi, 101 Modi di dire in Emilia-Romagna. Ed. Pendragon, Bologna, 2019).