Nôv ed paca, nuovo di pacca, nuovissimo, appena fabbricato, nuovo di zecca.

La locuzione deriva con ogni probabilità da alpacca, argentone (“argento tedesco”). L’alpacca è una lega metallica, con cui venivano rimessi a nuovo dei servizi da tavola, così che l’idea di oggetto nuovo è stata collegata al termine alpacca e di conseguenza “nuovo di alpacca”, nuovissimo. In seguito, è caduta la A iniziale della parola e, in dialetto, la perdita di una C, fenomeno tipico delle parlate settentrionali. Da qui è derivato il termine “paca” e quindi il modo di dire nôv ed paca.

L-ê nôv ed paca, dúa l-ē-t tôlt?, è nuovo di pacca, dove l’hai comperato?

La parîva nôva ed paca, sembrava nuovissima

(Riduz. da S.Prati – G. Rinaldi, 101 modi di dire in Emilia-Romagna, Pendragon, 2019)