L’espressione viene usata ancor oggi per indicare la grave malattia, provocata dall’herpes zoster. Una delle tante manifestazioni del morbo è un intenso bruciore, per questo veniva chiamato anche fôgh sàcher (fuoco sacro) e collegato a Sant’Antonio Abate, per le sue capacità taumaturgiche di curarlo e, forse, per esserne stato lui stesso colpito. Anticamente si curava con erbe e, soprattutto, con unguenti confezionati con grasso di maiale, mentre coloro che ne erano afflitti ricorrevano, il più delle volte, all’intervento della stariòuna (guaritrice).

A gh-êra gnû al fôgh ed Sant-Antáni e al gh-avîva un bruôr adōs ch’a-n savîva pió in dúa stēr, si era ammalato di herpes zoster e aveva un bruciore addosso che non sapeva più dove stare.