da folclorecontadino | Feb 10, 2026 | Corso, Proverbi contadini
A Marzo nei vigneti avviene un affascinante fenomeno: il pianto della vite. Con l’aumento delle temperature (tra i 7 e i 12 gradi), la linfa inizia a scorrere nei tralci potati e fuoriesce in gocce trasparenti. Questo “pianto” segna la ripresa della pianta che poco...
da folclorecontadino | Nov 25, 2025 | Attualità, Corso
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da folclorecontadino | Feb 16, 2025 | Corso
La leggenda dei giorni della merla scritta e tradotta in dialetto modenese dal prof. Giorgio Rinaldi. A la fin dal mêṡ de żnēr, al fradd al dvèinta ancára pió catîv: as trata di dè dla mêrla: i ultem tri dè (vintnôv, trèinta e treintûn). ’Na fôla dimóndi antîga la...
da folclorecontadino | Dic 21, 2023 | Corso
T-ê furb damànt un sdàz, sei furbo come un setaccio: ossia sei uno sciocco, perché il setaccio lascia passare il buono (la farina) e trattiene lo scarto; si tratta infatti di una colorita antìfrasi, ossia una frase il cui senso è l’opposto di ciò che significano...
da folclorecontadino | Dic 20, 2023 | Corso
“A gh-è ‘na fumàna acsè fésa, ch’a s-egh pôl pugēr la bicicláta”, c’è una nebbia così fitta che vi si può appoggiare la bicicletta. Condividi su... Facebook Twitter Linkedin Pinterest Whatsapp Email...
da folclorecontadino | Lug 13, 2023 | Corso
Têża tigēla tagg. Anche in luglio proseguiva la falciatura dell’erba per procurare il foraggio agli animali della stalla e si metteva il fieno nella têża (fienile), per evitare che si inzuppasse durante un qualche violento e improvviso temporale estivo. Têża...
da folclorecontadino | Lug 11, 2023 | Corso
“Chi vôlta la manēla, al vôlta la canēla”, chi gira il manipolo (manciata di spighe), detto anche mannello/a, del grano, ruota il mattarello, cioè colui che miete potrà fare pane e pasta, ossia mangiare. Per estensione “Chi lavora, mangia”. “Vultēr la manēla” fa...
da folclorecontadino | Gen 1, 2023 | Corso
Dēr al tabàch dal mòro, dare il tabacco del moro: significa picchiare, darle di santa ragione, battere. L’espressione è presente in molti dialetti settentrionali. “Tabacco del moro” era chiamato un tipo di tabacco, particolarmente forte e robusto, contenuto in una...
da folclorecontadino | Gen 1, 2023 | Corso
Êser in màn al puiàn, essere in mano alle poiane: l’espressione significa trovarsi abbandonato a sé stesso/ – alla propria sorte. La poiana è un tipico rapace delle nostre zone che si ciba di piccole prede o carogne. I nostri nonni avevano alcuni modi di dire...
da folclorecontadino | Dic 1, 2022 | Corso
Avēr la s-ciarlanzàna/ êsr in s-ciarlanzàna, avere maglie rade, logore; presentare chiazze o lesioni in un tessuto; mostrare un diradamento. Il termine deriva da s-ciarēla, (radezza, diradamento, sfoltimento), a sua volta dal verbo s-ciarîr, schiarire, diradare,...
da folclorecontadino | Dic 1, 2022 | Corso
Avēr la s-ciarlanzàna/ êsr in s-ciarlanzàna, avere maglie rade, logore; presentare chiazze o lesioni in un tessuto; mostrare un diradamento. Il termine deriva da s-ciarēla, (radezza, diradamento, sfoltimento), a sua volta dal verbo s-ciarîr, schiarire, diradare,...
da folclorecontadino | Nov 1, 2022 | Corso
Pighêr i tvaiô, piegare i tovaglioli: morire; andarsene. Nel gergale: raccogliere le proprie cose. Dal libro: “101 Modi di dire in Emilia-Romagna” Ed. Pendragon, autori: proff. Sara Prati e Giorgio Rinaldi Si tratta di un eufemismo un po’ amaro legato a...