ARTICOLI E SERVIZI DI QUESTO MESE

Mese di Settembre

Mese di Settembre

Settembre si presenta come un mese di passaggio tra l’estate e l’autunno, che inizia proprio in questo mese. Quando si avvicina l’equinozio (22-23 settembre), la notte è lunga come il giorno. Da quel momento aumentano sempre più le ore di buio e diminuiscono quelle di luce, infatti un proverbio, relativo al 29 settembre, giorno di San Michele, ci ricorda che Par san Michêl a s-impéia prēst al candlêr, per S. Michele si accende presto il candeliere, perché è già buio.

I contadini stavano molto attenti ai cambiamenti stagionali, non solo per i raccolti, ma anche per la propria salute, perché si credeva che ammalarsi in quel periodo non si sarebbe guariti per tutto l’inverno. Proseguivano intanto i lavori in campagna, soprattutto per i due raccolti più importanti del mese: l’uva in pianura, e la castagna in montagna. Altri raccolti tipici del periodo erano quelli di

pere, mele, susine, noci, giuggiole, ma soprattutto fichi, infatti il mese veniva chiamato settembre ficaio. Sempre in settembre si finiva di raccogliere l’avena, molto usata per l’alimentazione umana, ma soprattutto per quella dei cavalli, allora animali preziosi per i trasporti.

Ricetta contadina

Amaretti di Modena

Amaretti di Modena

Rubrica: La ricetta contadina del mese a cura di SARA PRATI. Gli amaretti di Modena sono dolci tradizionali dalla forma di dischetti di 6/8 cm di diametro, dal colore simile a quello della crosta di pane, friabili all’esterno e morbidi all’interno, con un delizioso...

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Attualità

Cosa Facciamo

Parole e musica: le tradizioni contadine di Settembre

Parole e musica: le tradizioni contadine di Settembre

Spettacolo di parole e musica presso il Teatro De André di Casalgrande (RE). Le tradizioni contadine del nostro territorio nel mese di Settembre raccontate dal Prof. Giorgio Rinaldi, volto noto del Mo Pensa Te di TRC con accompagnamento musicale di Emanuele Reverberi....

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Poesia

La bisnòna (La bisnonna)

La bisnòna (La bisnonna)

Poesia di nerina Ardizzoni (dialetto di Renazzo di Cento) Quànd a sòn gnùda al mònd la bsinòna  l'un gnè a truèr, dal Dòs a pìa, a va psì imazinèr. L'um tulè in spàla e a mi pèdar la gh' gé: “A m'arcmànd, la tó puténa  fàla studièr, l'è al regàl pjó bèl che...

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Antichi mestieri

Un antico mestiere: il cestaio.

Un antico mestiere: il cestaio.

Un mestiere, una volta molto diffuso nelle campagne, era quello del cestaio che fabbricava cesti di varie forme e dimensioni con i vimini a mano. Molti erano anche i contadini capaci di fabbricare cesti o rivestimenti di damigiane e lo facevano soprattutto durante la...

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Proverbi contadini

29 Settembre: San Michele

29 Settembre: San Michele

Par san Michêl a s-impéia prēst al candlêr, per S. Michele si accende presto il candeliere, perché è già buio. Quando si avvicina l’equinozio (22-23 settembre), la notte è lunga come il giorno. Da quel momento aumentano sempre più le ore di buio e diminuiscono quelle...

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Tradizioni contadine

La transumanza autunnale

La transumanza autunnale

A settembre iniziava un grande lavoro anche per i pastori: la transumanza, che a quei tempi veniva fatta tutta a piedi, col solo aiuto dei cani da pastore. Si riportavano le greggi dal monte al piano, perché presto, sugli alti pascoli, sarebbero arrivati il freddo e...

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Avêr dal ṡbózz (avere dello sbuzzo)

 Avêr dal ṡbózz (avere dello sbuzzo): avere talento, inventiva, creatività e fantasia. Ṡbózz è il maschile gergale di “buzza/buzzo”, nome di origine longobarda (VI-VIII sec.), nel senso di bugna/gonfiore/ protuberanza/ bernoccolo, pertanto corrisponde all’ital....

Caschēr a faṡôl (cadere a fagiolo)

Caschēr a faṡôl significa “andare a genio”, “capitare/ arrivare/ esserci al momento opportuno” e simili. L’origine dell’espressione è molto incerta, pertanto sono state avanzate alcune ipotesi. Ma tra esse, forse la più attendibile, fa derivare il modo di dire dal...

Fēr al cariôl, fare il carriolo: accompagnare una ragazza.

Indica l’azione di accompagnare una ragazza da parte del corteggiatore affiancandola. Si tratta di un’arguta espressione, di origine bolognese, che paragona alle due ruote di un carretto in movimento il procedere dei due giovani affiancati. Di solito questa procedura...

Magnêr la fóia (Mangiare la foglia)

Magnêr la fóia, mangiare la foglia, significa accorgersi di un inganno, di una menzogna ed evitarli, essere già svezzato. L’espressione deriva dal mondo contadino e si riferisce alle diverse fasi della crescita di un animale erbivoro. Questi animali, in particolare i...

Fēr fiàsch (Fare fiasco)

Fēr fiàsch, significa non riuscire in qualcosa, mancare un obiettivo, fallire. Secondo alcuni studiosi di etimologia, il modo di dire deriva probabilmente dal gergo dei soffiatori di vetro, che se sbagliano l’operazione, si trovano alla fine della canna in cui...

 Avêr al fôgh ed Sant-Antáni (Avere il fuoco di Sant’Antonio)

L’espressione viene usata ancor oggi per indicare la grave malattia, provocata dall’herpes zoster. Una delle tante manifestazioni del morbo è un intenso bruciore, per questo veniva chiamato anche fôgh sàcher (fuoco sacro) e collegato a Sant’Antonio Abate, per le sue...

Un ēter pēr ed màndghi (un altro paio di maniche)

Un ēter pēr ed màndghi/- màndegh, un altro paio di maniche (= è tutta un’altra cosa). L’espressione deriva dall’usanza dell’abbigliamento medievale e rinascimentale, soprattutto femminile, che prevedeva maniche intercambiabili. Allora si dava così tanta importanza...

Piantēr ’na grana (Piantare una grana)

Il modo di dire significa, creare fastidiose complicazioni, frapporre un ostacolo, improvvisare critiche ecc. Grana ha anche il significato di fastidio, seccatura e ha originato il termine piantagrane. L’espressione, forse di provenienza piemontese, deriva dal...

Êser a la frûta (essere alla frutta)

Il modo di dire significa essere alla fine, aver esaurito ogni risorsa, non avere altro da offrire e simili. L’espressione, che ha valenza negativa, trae origine dalla comune   abitudine di cibarsi di frutta alla fine del pranzo. Questa espressione è antica...

Tôr satt gamba (Prendere sotto gamba)

Il modo di dire significa, sottovalutare qualcuno o qualcosa; prendere le cose con leggerezza. L’origine di questa espressione è molto incerta. Un’ipotesi la fa derivare dall’atteggiamento di un presuntuoso che, nel gioco delle bocce, affermava di riuscire a colpire...

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Novità in libreria

Indovinelli dei nostri nonni

Rebus dialettale

Risolvendo questo rebus dialettale troverete il mio nome. Chi sono e a cosa servo?

Vai alla soluzione…

 

 

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