Mese di Agosto

Il mese di Agosto

Il mese di Agosto

Agosto (Agást)

Il mese di agosto, con le lunghissime giornate calde e assolate, comportava per i contadini ore e ore di duro lavoro, con poche soste, sotto il sole cocente.

Iniziava la raccolta del granturco (furmintòun), pianta generosa e preziosa per i contadini. Dalle pannocchie si otteneva la farina per fare la polenta; le foglie che avvolgono le pannocchie si usavano per riempire i materassi (paiòun) e lo strame e gli scarti si utilizzavano nelle greppie degli animali della stalla.

Sempre in agosto si svolgeva la lavorazione della canapa, che iniziava con la macerazione dei suoi steli nei maceri (mēśer). In quei giorni, l’aria diveniva pestilenziale e un odore terribile ammorbava ogni cosa. I contadini però lo sopportavano pensando “póza ed cànva udôr ed cuatréin, puzza di canapa odore di quattrini”. In effetti, la canapa, per l’economia del tempo, era uno dei prodotti agricoli più redditizi.

Ricetta contadina

Zuppa contadina di pomodoro e pane

Zuppa contadina di pomodoro e pane

Ingredienti 250 gr di pane raffermo 1 Kg di pomodori maturi e sodi Alcuni cucchiai di olio extravergine di oliva 1 litro abbondante di brodo 3 spicchi d’aglio sbucciati Una manciata di foglie fresche di basilico   Esecuzione Fate soffriggere dolcemente in una...

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Attualità

Non c’è pace per la piadina romagnola

Non c’è pace per la piadina romagnola

Già dal 2012 la domanda di registrare come Igp la piadina romagnola da parte del Consorzio Piadina Romagnola aveva sollevato numerose critiche, non solo da parte delle imprese esterne al perimetro romagnolo ma anche dalle organizzazioni che rappresentano i produttori...

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Cosa Facciamo

I mercoledì del Té

I mercoledì del Té

Mercoledì 22 gennaio ’20, dalle ore 15,30 alle 17,30, presso la Casa dello Sport “Tina Zuccoli” di Rovereto sulla Secchia (MO), la prof.ssa Sara Prati, la dr.ssa Claudia Rinaldi e il prof. Giorgio Rinaldi ci intratterranno su Fiabe e leggende nel mondo contadino....

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Poesia

Specialità fiumalbine

Specialità fiumalbine

Specialità fiumalbine Chi v’ha ditto che n’altri Fiumalbini, perché i stèmma a la vètta del Cimòn, i sèmma pò tanto da Dio cretini, ch’i nun sàmma far gnénte de bòn? Vegnî a sentire i nostri stufadîni de lévora, de fungi e un bòn bocòn de tròta fritta, oppur cèrti...

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Antichi mestieri

Un antico mestiere: il barrocciao

Un antico mestiere: il barrocciao

G. Rinaldi, Al baruzēr, penna acquerellata, su carta Un mestiere oggi ormai scomparso è quello del barrocciaio, che trasportava sabbia e ghiaia dai fiumi per i cantieri edili, i maceri ecc. oppure carichi di legname o di merci di ogni tipo e persino mobili e...

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Proverbi contadini

Tradizioni contadine

Dēres dagli àri (Darsi delle arie)

  Dēres dagli àri, darsi delle arie, significa darsi un’eccessiva importanza, farsi credere più di quanto si è realmente. Proprio come fa il gallo che si arieggia con le ali, senza sollevarsi da terra, come se volesse far sapere a tutti di essere il re del...

Fēr l-agrēst

“Fēr l-agrēst”, fare l’agresto, significa produrre col succo d’uva acerba un condimento acidulo. I contadini, una volta, lo usavano per insaporire carni, pesce e verdure, in sostituzione del succo di limone, quando non era reperibile nelle loro zone. L’uva acerba...

Dēr a mèint

Dēr a mèint, dare retta. Alla lettera “dare a mente”, ossia prestare mente/ attenzione a qualc. Deriva dall’antico italiano dare mente/porre mente (Dante, Leopardi). Nel nostro dialetto abbiamo anche il simile pánder mèint, prestare attenzione. Ohé, cíno, taca mò a...

La vaca la gh-ha magnê i léber

La vaca la gh-ha magnê i léber, la vacca gli ha mangiato i libri: si dice per indicare una persona ignorante e zotica. l’espressione, comune nel Modenese, è di origine bergamasca, nasce probabilmente nel XVI sec. e viene pronunciata per la prima volta dalla maschera...

I mōd ed dîr (i modi di dire)

Cuntēr al pêgri, contare le pecore: cercare di prendere sonno. Questo modo di dire, pronunciato spesso dalle persone con difficoltà a prendere sonno, sembra abbia origine da una fiaba de Il Novellino (fine Duecento), dove si narra che il terribile Ezzelino da Romano,...

I mōd ed dîr (i modi di dire)

A m-è d-avîś, mi sembra, credo che … e simili. L’espressione deriva dal lat. videor, sembrare, nella forma mihi visum est, mi sembra. Tuttavia avîś assume anche altri significati: avviso, avvertimento: s’a vén la muría ind i ēśen, tè t-an fē gnanch in tèimp a lêżer...

I mōd ed dîr (i modi di dire)

Fēr i cuê a badalócch, agire in modo rovinoso, caotico, senza cervello. Andēr a badalócch, andare in rovina, a rotoli; avêrn a badalócch, averne in enorme quantità; fēr dal badalócch, fare chiasso. Di etimologia incerta. Sembra derivare dall’antico ital. “badaloccare”...

I mōd ed dîr (I modi di dire)

Tgnîr bōta, tenere botta: resistere, perseverare, reggere. Il modo di dire sembra derivare dalla terminologia dell’antica scherma. (av. sec. XV). In passato indicava anche il sistema di tenere premuto il chiodo per ribatterlo nella parte della punta. Dopo i terremoti,...

Al presentaziòun – Le presentazioni (2)

Mê pēder e mê mēdra i-èin Dêlmo e la Caróla. (Mio padre e mia madre si chiamano Adelmo e Carolina). Cuást chè le Chéco, mê fradēl e cuásta l’ê la Zelestèina, mê surēla. (Questo qui è Francesco, mio fratello e questa è Celestina, mia sorella). Però, préma d-andēr ed...

Al presentaziòun (Le presentazioni)

Mè a sòun Iusfèin [letteralm. Io io sono Giuseppino] Ind la mê famía a-gh-è trî mas-c e trê fámni: (Nella mia famiglia ci sono tre maschi e tre femmine): mê mēdra, al mê dô surēli, mê pēder, mê fradēl e mè (mia madre, le mie due sorelle, mio padre, mio fratello ed...

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Novità in libreria

Indovinelli dei nostri nonni

Rebus dialettale

Risolvendo questo rebus dialettale troverete il mio nome. Chi sono e a cosa servo?

Vai alla soluzione…

 

 

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