Mese di Ottobre

Mese di Ottobre

Mese di Ottobre

Nel mese di ottobre iniziano giornate in cui compare il brutto tempo e il freddo. In campagna si lavorava moltissimo: avveniva la raccolta di mele, pere, noci e nespole e del riso, nelle zone ad esso dedicate. Procedeva la cura del mosto nelle cantine.

In montagna l’Ottobre era però il mese dedicato al frutto più importante del bosco: la castagna. Le castagne venivano prima “battacchiate” per farle cadere a terra, poi si toglieva loro il riccio che le avvolge; in seguito venivano essiccate in apposite costruzioni, i metati.  Qui erano stese su graticci sotto i quali si accendeva per una quarantina di giorni, un fuoco che doveva ardere di continuo senza fiamma. Terminata questa operazione venivano sbucciate e portate al mulino, per trasformarle in farina, con la quale si facevano castagnacci, frittelle, polenta, ciacci ecc.

Sempre in ottobre iniziava la semina del grano che veniva eseguita a mano.. Un detto così ordinava:  Par San Simòun bóta via al zistòun, per San  Simone (28 ottobre) butta il cesto che contiene i semi, in quanto era bene a questa data, aver terminato la semina, perché il freddo si stava avvicinando.

Ricetta contadina

Attualità

Europa a gabbie zero

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La pandemia di Covid – 19 rappresenta un chiaro ammonimento che ci esorta a cambiare al più presto il modo in cui ci relazioniamo con gli animali e l’ambiente. Eppure, l’Italia è ancora lontana dall’obiettivo di un’Europa al 100% libera da gabbie per animali da...

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Cosa Facciamo

Eventi Folclore Contadino ai tempi del Covid-19

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Il nostro giornale vive grazie ai sostenitori, agli eventi, agli spettacoli che organizza, alle conferenze, docenze, seminari, presentazioni di libri sulle tematiche di nostro oggetto di studio: folclore e civiltà contadina. Collaboriamo con scuole, Università,...

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Poesia

I  vìc (I vecchi)

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 Foto pubblicata sul libro: I contadini si raccontano (Sara Prati e Giorgio Rinaldi), ed. CDL Se at fé un gir in canpàgna at vèd dal ca' ch'i pèran abandunèdi, ma se at guèrd bèn, an n'è brìśa acsé I  vìc I sidan all'ònbra dla ca' vècia, i vìc, par bèvar...

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Antichi mestieri

Il cocomeraio

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Articolo di Claudia Rinaldi: Certamente il Covid19 con le norme sul distanziamento ha contribuito a mettere nel dimenticatoio un vecchio appuntamento estivo, tuttavia è da anni che stiamo assistendo alla fine di una tradizione che percorreva tutta Italia: il chiosco...

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Proverbi contadini

Tradizioni contadine

L-ê tótt un ambaradán

Disegno e testo tratti dal libro di S. Prati - G. Rinaldi, 101 Modi di dire in Emilia-Romagna, Ed. Pendragon, BO, 2019 L-ê tótt un ambaradán, è tutto un ambaradan, significa è tutto un caos, una gran confusione.  Il termine ambaradán nasce dall’unione di due...

Dēres dagli àri (Darsi delle arie)

  Dēres dagli àri, darsi delle arie, significa darsi un’eccessiva importanza, farsi credere più di quanto si è realmente. Proprio come fa il gallo che si arieggia con le ali, senza sollevarsi da terra, come se volesse far sapere a tutti di essere il re del...

Fēr l-agrēst

“Fēr l-agrēst”, fare l’agresto, significa produrre col succo d’uva acerba un condimento acidulo. I contadini, una volta, lo usavano per insaporire carni, pesce e verdure, in sostituzione del succo di limone, quando non era reperibile nelle loro zone. L’uva acerba...

Dēr a mèint

Dēr a mèint, dare retta. Alla lettera “dare a mente”, ossia prestare mente/ attenzione a qualc. Deriva dall’antico italiano dare mente/porre mente (Dante, Leopardi). Nel nostro dialetto abbiamo anche il simile pánder mèint, prestare attenzione. Ohé, cíno, taca mò a...

La vaca la gh-ha magnê i léber

La vaca la gh-ha magnê i léber, la vacca gli ha mangiato i libri: si dice per indicare una persona ignorante e zotica. l’espressione, comune nel Modenese, è di origine bergamasca, nasce probabilmente nel XVI sec. e viene pronunciata per la prima volta dalla maschera...

I mōd ed dîr (i modi di dire)

Cuntēr al pêgri, contare le pecore: cercare di prendere sonno. Questo modo di dire, pronunciato spesso dalle persone con difficoltà a prendere sonno, sembra abbia origine da una fiaba de Il Novellino (fine Duecento), dove si narra che il terribile Ezzelino da Romano,...

I mōd ed dîr (i modi di dire)

A m-è d-avîś, mi sembra, credo che … e simili. L’espressione deriva dal lat. videor, sembrare, nella forma mihi visum est, mi sembra. Tuttavia avîś assume anche altri significati: avviso, avvertimento: s’a vén la muría ind i ēśen, tè t-an fē gnanch in tèimp a lêżer...

I mōd ed dîr (i modi di dire)

Fēr i cuê a badalócch, agire in modo rovinoso, caotico, senza cervello. Andēr a badalócch, andare in rovina, a rotoli; avêrn a badalócch, averne in enorme quantità; fēr dal badalócch, fare chiasso. Di etimologia incerta. Sembra derivare dall’antico ital. “badaloccare”...

I mōd ed dîr (I modi di dire)

Tgnîr bōta, tenere botta: resistere, perseverare, reggere. Il modo di dire sembra derivare dalla terminologia dell’antica scherma. (av. sec. XV). In passato indicava anche il sistema di tenere premuto il chiodo per ribatterlo nella parte della punta. Dopo i terremoti,...

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Novità in libreria

Indovinelli dei nostri nonni

Rebus dialettale

Risolvendo questo rebus dialettale troverete il mio nome. Chi sono e a cosa servo?

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