Mese di Marzo

Mese di Marzo

Mese di Marzo

Il mese di marzo porta l’inizio della primavera, pur mantenendo un andamento climatico ancora molto instabile. Il 21 del mese, le ore di buio e quelle di luce si equivalgono, per la presenza dell’equinozio primaverile. In quei giorni i rospi escono dal letargo e cantano, infatti un detto contadino faceva sapere che cuànd a canta al bōt al dè l-ê lóngh damànt la nōt, quando canta il rospo, il dì è lungo come la notte. Il 19 marzo, giorno dedicato a San Giuseppe, terminavano le veglie nelle stalle e da quella data in poi, di solito, finiva anche il grande freddo invernale. Riprendevano i grandi lavori agricoli all’aperto, come le zappature in preparazione dei terreni, le potature e gli innesti nei vigneti e le semine negli orti. A fine mese, negli anni con inverni più miti, in molte zone, dopo arature e concimazioni, avveniva persino la semina della canapa.

 

Ricetta contadina

Erbazzone dolce

Erbazzone dolce

Con 200 gr di farina 00, 150 gr di ricotta (piuttosto soda), un uovo intero, 70 gr di zucchero a velo, 50 gr di burro sciolto e un cucchiaio di lievito per dolci, preparate sul tagliere un impasto; lavoratelo velocemente e mettete a riposare per almeno 30 minuti,...

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Attualità

Le frodi alimentari

Le frodi alimentari

Le frodi alimentari rappresentano un business sommerso difficile da quantificare e identificare. Negli ultimi anni questo fenomeno è sempre più diffuso e balza alle cronache solo nei casi più gravi, come le arachidi contaminate da salmonella, il latte artificiale...

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Cosa Facciamo

I mercoledì del Té

I mercoledì del Té

Mercoledì 22 gennaio ’20, dalle ore 15,30 alle 17,30, presso la Casa dello Sport “Tina Zuccoli” di Rovereto sulla Secchia (MO), la prof.ssa Sara Prati, la dr.ssa Claudia Rinaldi e il prof. Giorgio Rinaldi ci intratterranno su Fiabe e leggende nel mondo contadino....

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Poesia

Lèttra a ’na spóoša

Lèttra a ’na spóoša

LÈTTRA A ’NA SPÓOŠA In màan spóoša a i’hò t-gnùu al pàan ed tùtt i dè, da spartìir  téegh…e cùn chìi ragasóo, in màan a gh’ò avùu la tóo la nóostra vìta, al léeghermi, mà po’ aanch i tò  sorìiš, al néegher di cavìi… e adèes al biàanch ed soquàant ricòord...

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Antichi mestieri

Un antico mestiere: il barrocciao

Un antico mestiere: il barrocciao

G. Rinaldi, Al baruzēr, penna acquerellata, su carta Un mestiere oggi ormai scomparso è quello del barrocciaio, che trasportava sabbia e ghiaia dai fiumi per i cantieri edili, i maceri ecc. oppure carichi di legname o di merci di ogni tipo e persino mobili e...

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Proverbi contadini

Neve a Marzo

Neve a Marzo

Nêva marzulèina: la vén a la sîra, la và via a la matèina Neve di Marzo: viene alla sera se ne va al mattino

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Tradizioni contadine

San Giuseppe (19 Marzo)

San Giuseppe (19 Marzo)

Il 19 Marzo era la festa dedicata a San Giuseppe. In quel giorno terminavano le veglie nelle stalle, perché si doveva andare a letto presto per alzarsi al mattino alle prime ore del giorno. Si doveva lavorare in campagna, poiché i grandi lavori agricoli erano...

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I mōd ed dîr (i modi di dire)

A m-è d-avîś, mi sembra, credo che … e simili. L’espressione deriva dal lat. videor, sembrare, nella forma mihi visum est, mi sembra. Tuttavia avîś assume anche altri significati: avviso, avvertimento: s’a vén la muría ind i ēśen, tè t-an fē gnanch in tèimp a lêżer...

I mōd ed dîr (i modi di dire)

Fēr i cuê a badalócch, agire in modo rovinoso, caotico, senza cervello. Andēr a badalócch, andare in rovina, a rotoli; avêrn a badalócch, averne in enorme quantità; fēr dal badalócch, fare chiasso. Di etimologia incerta. Sembra derivare dall’antico ital. “badaloccare”...

I mōd ed dîr (I modi di dire)

Tgnîr bōta, tenere botta: resistere, perseverare, reggere. Il modo di dire sembra derivare dalla terminologia dell’antica scherma. (av. sec. XV). In passato indicava anche il sistema di tenere premuto il chiodo per ribatterlo nella parte della punta. Dopo i terremoti,...

Al presentaziòun – Le presentazioni (2)

Mê pēder e mê mēdra i-èin Dêlmo e la Caróla. (Mio padre e mia madre si chiamano Adelmo e Carolina). Cuást chè le Chéco, mê fradēl e cuásta l’ê la Zelestèina, mê surēla. (Questo qui è Francesco, mio fratello e questa è Celestina, mia sorella). Però, préma d-andēr ed...

Al presentaziòun (Le presentazioni)

Mè a sòun Iusfèin [letteralm. Io io sono Giuseppino] Ind la mê famía a-gh-è trî mas-c e trê fámni: (Nella mia famiglia ci sono tre maschi e tre femmine): mê mēdra, al mê dô surēli, mê pēder, mê fradēl e mè (mia madre, le mie due sorelle, mio padre, mio fratello ed...

Segni grafici per vocali turbate (3)

Dopo aver visto, nella lezione precedente i diacritici sulle vocali, concludiamo con quelli sulle nasali. Considerato che ormai nelle parlate modenesi le nasali vanno scomparendo e per non appesantire con ulteriori segni o accenti ho deciso di scegliere le soluzioni...

Segni grafici per vocali turbate (2)

Dopo aver visto, nella lezione precedente i diacritici sulle A, vediamo ora quelli su  O e U, che sono tipici di aree frignanesi. Ö  suono leggermente prolungato di o molto chiusa, tra o ed e. In alcune aree del Frignano il suono turbato si avvicina più alla...

Segni grafici per vocali turbate (1)

Per vocale turbata si intende un fonema che presenta combinazioni  di vocali diverse, es.: forme intermedie tra E e O (ö), tra U e I (ü), tra A e O (å) ecc. Questi suoni particolari, che non esistono in italiano, vengono indicati con particolari segni grafici e...

2/ 2 – Parole su cui l’accento può essere usato in modo facoltativo

Per motivi di praticità possiamo non usare l’accento nei seguenti casi: 1) nei monosillabi, formati da A, I, U tonica BREVE, quando li scriviamo terminanti in doppia consonante: ratt/ rátt, rotto; pazz/ pázz, pozzo; dritt/ drítt [Carpi], dritto; stuss/ stúss [Carpi],...

1/2 Parole su cui non occorre mettere gli accenti

Nelle lezioni precedenti abbiamo parlato degli accenti in dialetto, tuttavia esistono anche tante parole su cui non occorre mettere gli accenti: tutte quelle che si scrivono, si pronunciano come in italiano e ne hanno lo stesso significato: aria, burla, campana,...

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