Mese di Maggio

Mese di Maggio

Mese di Maggio

Maggio è sempre stato un mese ricchissimo di tradizioni legate alla bellezza della natura e all’amore, molto diffuse nei borghi dell’Appennino modenese, bolognese e reggiano.
Si regalavano alle fidanzate e alle fanciulle in età da marito piccoli doni come fiori di campo, rami fioriti, rose, nastri per capelli e dolciumi.  Di sera i giovanotti cantavano serenate sotto le finestre delle ragazze amate o desiderate e se non erano intonati facevano cantare a qualcuno dotato di una bella voce le loro rime d’amore. La ragazza che gradiva il messaggio accendeva un lume o apriva la finestra, altrimenti ascoltava senza manifestare la sua presenza. Sull’Appennino tosco-emiliano gruppi di giovanotti andavano di casa in casa recando un ramo fiorito e cantando rime d’amore, secondo l’antichissima tradizione del Calendimaggio. Ancora oggi questa gentile usanza ha ripreso nuova vita in alcuni centri dell’Appennino, incontrando il favore degli abitanti del posto e di tanti turisti.

 

Ricetta contadina

Attualità

Non c’è pace per la piadina romagnola

Non c’è pace per la piadina romagnola

Già dal 2012 la domanda di registrare come Igp la piadina romagnola da parte del Consorzio Piadina Romagnola aveva sollevato numerose critiche, non solo da parte delle imprese esterne al perimetro romagnolo ma anche dalle organizzazioni che rappresentano i produttori...

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Cosa Facciamo

I mercoledì del Té

I mercoledì del Té

Mercoledì 22 gennaio ’20, dalle ore 15,30 alle 17,30, presso la Casa dello Sport “Tina Zuccoli” di Rovereto sulla Secchia (MO), la prof.ssa Sara Prati, la dr.ssa Claudia Rinaldi e il prof. Giorgio Rinaldi ci intratterranno su Fiabe e leggende nel mondo contadino....

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Poesia

Maż

Maż

A maź a n-egh basta un fiôr, a n-in vôl tant ed tótt i culôr, a n-egh basta ind i bôsch al viôl, a n-egh basta al calôr dal sôl, al vôl anch al parfóm dal rôś, al vôl anch l-amôr di tôś. L-ê maź se al mánd l-ē in fiôr. Claudia Rinaldi Liberamente ispirata a una poesia...

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Antichi mestieri

Un antico mestiere: il barrocciao

Un antico mestiere: il barrocciao

G. Rinaldi, Al baruzēr, penna acquerellata, su carta Un mestiere oggi ormai scomparso è quello del barrocciaio, che trasportava sabbia e ghiaia dai fiumi per i cantieri edili, i maceri ecc. oppure carichi di legname o di merci di ogni tipo e persino mobili e...

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Proverbi contadini

Domenica delle Palme

Domenica delle Palme

S'a-n piôv ind la Pèlma a piôv ind i Ôv, Se non piove il giorno delle Palme, pioverà nel giorno delle Uova (Pasqua). Proverbi e detti raccolti nel libro "Il ciclo dei mesi nella civiltà contadina", dei Proff. Sara Prati e Giorgio Rinaldi, Ed. Pendragon

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Tradizioni contadine

La vaca la gh-ha magnê i léber

La vaca la gh-ha magnê i léber, la vacca gli ha mangiato i libri: si dice per indicare una persona ignorante e zotica. l’espressione, comune nel Modenese, è di origine bergamasca, nasce probabilmente nel XVI sec. e viene pronunciata per la prima volta dalla maschera...

I mōd ed dîr (i modi di dire)

Cuntēr al pêgri, contare le pecore: cercare di prendere sonno. Questo modo di dire, pronunciato spesso dalle persone con difficoltà a prendere sonno, sembra abbia origine da una fiaba de Il Novellino (fine Duecento), dove si narra che il terribile Ezzelino da Romano,...

I mōd ed dîr (i modi di dire)

A m-è d-avîś, mi sembra, credo che … e simili. L’espressione deriva dal lat. videor, sembrare, nella forma mihi visum est, mi sembra. Tuttavia avîś assume anche altri significati: avviso, avvertimento: s’a vén la muría ind i ēśen, tè t-an fē gnanch in tèimp a lêżer...

I mōd ed dîr (i modi di dire)

Fēr i cuê a badalócch, agire in modo rovinoso, caotico, senza cervello. Andēr a badalócch, andare in rovina, a rotoli; avêrn a badalócch, averne in enorme quantità; fēr dal badalócch, fare chiasso. Di etimologia incerta. Sembra derivare dall’antico ital. “badaloccare”...

I mōd ed dîr (I modi di dire)

Tgnîr bōta, tenere botta: resistere, perseverare, reggere. Il modo di dire sembra derivare dalla terminologia dell’antica scherma. (av. sec. XV). In passato indicava anche il sistema di tenere premuto il chiodo per ribatterlo nella parte della punta. Dopo i terremoti,...

Al presentaziòun – Le presentazioni (2)

Mê pēder e mê mēdra i-èin Dêlmo e la Caróla. (Mio padre e mia madre si chiamano Adelmo e Carolina). Cuást chè le Chéco, mê fradēl e cuásta l’ê la Zelestèina, mê surēla. (Questo qui è Francesco, mio fratello e questa è Celestina, mia sorella). Però, préma d-andēr ed...

Al presentaziòun (Le presentazioni)

Mè a sòun Iusfèin [letteralm. Io io sono Giuseppino] Ind la mê famía a-gh-è trî mas-c e trê fámni: (Nella mia famiglia ci sono tre maschi e tre femmine): mê mēdra, al mê dô surēli, mê pēder, mê fradēl e mè (mia madre, le mie due sorelle, mio padre, mio fratello ed...

Segni grafici per vocali turbate (3)

Dopo aver visto, nella lezione precedente i diacritici sulle vocali, concludiamo con quelli sulle nasali. Considerato che ormai nelle parlate modenesi le nasali vanno scomparendo e per non appesantire con ulteriori segni o accenti ho deciso di scegliere le soluzioni...

Segni grafici per vocali turbate (2)

Dopo aver visto, nella lezione precedente i diacritici sulle A, vediamo ora quelli su  O e U, che sono tipici di aree frignanesi. Ö  suono leggermente prolungato di o molto chiusa, tra o ed e. In alcune aree del Frignano il suono turbato si avvicina più alla...

Segni grafici per vocali turbate (1)

Per vocale turbata si intende un fonema che presenta combinazioni  di vocali diverse, es.: forme intermedie tra E e O (ö), tra U e I (ü), tra A e O (å) ecc. Questi suoni particolari, che non esistono in italiano, vengono indicati con particolari segni grafici e...

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Novità in libreria

Indovinelli dei nostri nonni

Rebus dialettale

Risolvendo questo rebus dialettale troverete il mio nome. Chi sono e a cosa servo?

Vai alla soluzione…

 

 

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