Auguri di Buona Epifania

Mese di Gennaio

Mese di Gennaio

Mese di Gennaio

Il mese di gennaio è sempre stato considerato il più freddo dell’anno e in passato era anche particolarmente nevoso, infatti tutti conoscevano bene i santi della neve, come S. Antonio Abate (17 gennaio), S. Sebastiano (20 gennaio) e S. Geminiano (31 gennaio), che corrispondevano alle giornate ed ai periodi in cui la neve cadeva abbondantemente. Quando arrivava la cosiddetta “puiàna” cioè lo spartineve di un tempo, annunciato dall’allegro vocio degli uomini che lo accompagnavano, tutti uscivano in strada per offrire vino agli spalatori. I bambini con la neve si divertivano a giocare, mentre gli uomini, soprattutto i cameranti che in inverno erano senza lavoro, speravano di fare qualche giornata lavorativa, spalando ad esempio lungo i binari ferroviari, le strade comunali ecc.

Il giorno di Capodanno i bambini in gruppo si recavano nelle case ad augurare il Buon Anno, recitando strofette augurali in cambio di qualche dolcetto. Il periodo delle feste natalizie si concludeva poi con l’Epifania, tanto attesa dai piccoli di casa per l’arrivo della Befana e dei suoi doni. A tal proposito si diceva anche:

La Pifanía tóti al fēst la pôrta via, a li sēra ind-óna scàtla, ch’a l’avîra sôl par Pasqua (L’Epifania tutte le feste porta via, le chiude in una scatola, che apre soltanto per Pasqua).

Ricetta contadina

Tortellini alla bolognese

Tortellini alla bolognese

Rubrica: La ricetta contadina del mese a cura di SARA PRATI. (per 4/5 persone) La ricetta del tortellino che segue è quella tradizionale del tortellino bolognese, depositata, con atto notarile, nel 1974. Esistono tante altre ricette che consentono nel ripieno (al...

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Attualità

CIBO DA ASPORTO: SARÀ LA NORMALITÀ?

CIBO DA ASPORTO: SARÀ LA NORMALITÀ?

Rubrica: Attualità di CLAUDIA RINALDI. Una volta avveniva di rado la consegna di prodotti alimentari di casa in casa come la vendita a domicilio dell’uva pigiata mediante la castellata, una botte tipica del bolognese e della Romagna che occupava un intero carro...

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Cosa Facciamo

15 DICEMBRE 2021 IL NATALE DI UNA VOLTA

15 DICEMBRE 2021 IL NATALE DI UNA VOLTA

Per rivivere le atmosfere del Natale di una volta con sermoni, zirudelle e favole natalizie del mondo contadino di un tempo. A cura del mensile Folclore Contadino (www.folclorecontadino.it), con la partecipazione dei Proff. Giorgio Rinaldi e Sara Prati, volti noti in...

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Poesia

Faléster (Faville)

Faléster (Faville)

Fôra in dla nōt ed l-ùltem ed l-an, come tant davanti a un falò, sturdî dal luśôr fragrôś dal piànt, intrighê a nēś a l-insó. La vampa inarchēda in guézz furèint e selvàg come un quēl viv. Miēra ed faléster in vôl par pò sparîr in gnînt. A sámm tótt acsè, gnînta ed...

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Antichi mestieri

La mistocchinaia

La mistocchinaia

Un mestiere del mondo contadino che ormai non esiste più è quello della mistocchinaia, una donna che, per guadagnarsi da vivere,  vendeva ai passanti le frittelle di castagne. In autunno e in inverno, soprattutto nel periodo delle feste natalizie, la...

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Proverbi contadini

Natale senza luna

Natale senza luna

Se Nadēl l-è sèinza luna al vilàn  l-avrà furtûna, se Natale sarà senza luna il contadino avrà fortuna, cioé un cielo notturno nuvoloso a Natale avrebbe indicato raccolti futuri abbondanti.

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 Avêr al fôgh ed Sant-Antáni (Avere il fuoco di Sant’Antonio)

L’espressione viene usata ancor oggi per indicare la grave malattia, provocata dall’herpes zoster. Una delle tante manifestazioni del morbo è un intenso bruciore, per questo veniva chiamato anche fôgh sàcher (fuoco sacro) e collegato a Sant’Antonio Abate, per le sue...

Un ēter pēr ed màndghi (un altro paio di maniche)

Un ēter pēr ed màndghi/- màndegh, un altro paio di maniche (= è tutta un’altra cosa). L’espressione deriva dall’usanza dell’abbigliamento medievale e rinascimentale, soprattutto femminile, che prevedeva maniche intercambiabili. Allora si dava così tanta importanza...

Piantēr ’na grana (Piantare una grana)

Il modo di dire significa, creare fastidiose complicazioni, frapporre un ostacolo, improvvisare critiche ecc. Grana ha anche il significato di fastidio, seccatura e ha originato il termine piantagrane. L’espressione, forse di provenienza piemontese, deriva dal...

Êser a la frûta (essere alla frutta)

Il modo di dire significa essere alla fine, aver esaurito ogni risorsa, non avere altro da offrire e simili. L’espressione, che ha valenza negativa, trae origine dalla comune   abitudine di cibarsi di frutta alla fine del pranzo. Questa espressione è antica...

Tôr satt gamba (Prendere sotto gamba)

Il modo di dire significa, sottovalutare qualcuno o qualcosa; prendere le cose con leggerezza. L’origine di questa espressione è molto incerta. Un’ipotesi la fa derivare dall’atteggiamento di un presuntuoso che, nel gioco delle bocce, affermava di riuscire a colpire...

Stravachèe (Stravaccato)

Un nostro lettore ci chiede da dove deriva il termine dialettale "stravachèe" e se ha a che fare con queste mucche di cui ci invia simpaticamente la foto. Confermiamo: Stravaccarsi, essere stravaccato (in dialetto stravachē) deriva proprio dal termine vacca, mentre il...

A la randa dal sôl (sotto la sferza del sole)

A la randa dal sôl, alla lettera, sotto il “randello” del sole, in pieno sole, sotto la sferza del sole. Randa è un antico termine di origine gotica e significava orlo, margine, poi asta o bastone, il cui utilizzo richiede un movimento circolare, rotatorio, poi, per...

Da dove deriva il termine Mugnêga (albicocca)?

Un nostro giovane lettore ci chiede: Perché mia nonna chiamava l'albicocca "mugnêga"? Ecco in breve la risposta: il nome deriva dal lat. "Prunus armeniaca" = susina dell'Armenia; da qui "meriaca/meliaca" e poi nel nostro dialetto "mugniaca" e infine "mugnêga". La...

Nôv ed paca (nuovo di pacca)

Nôv ed paca, nuovo di pacca, nuovissimo, appena fabbricato, nuovo di zecca. La locuzione deriva con ogni probabilità da alpacca, argentone (“argento tedesco”). L’alpacca è una lega metallica, con cui venivano rimessi a nuovo dei servizi da tavola, così che l’idea di...

Arivêr a la cavdàgna

Arivêr a la cavdàgna, arrivare alla capezzagna/ capitagna: arrivare alla fine della vita; giungere alla fine di un lavoro. Se il campo e il lavoro campestre possono simboleggiare la vita dell’agricoltore, così la capezzagna ne rappresenta i due estremi: l’inizio e la...

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Novità in libreria

Indovinelli dei nostri nonni

Rebus dialettale

Risolvendo questo rebus dialettale troverete il mio nome. Chi sono e a cosa servo?

Vai alla soluzione…

 

 

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