Mese di Settembre

Mese di Settembre

Mese di Settembre

A settembre, conclusa la raccolta del granturco e della canapa, giunge a maturazione l’uva. I contadini evitavano di ritardare troppo la vendemmia, per la paura dei temporali e, a questo proposito, un famoso detto consigliava: se in setámber et sèint trunēr, batt e tinàz và a parparēr, se in settembre senti il tuono, botti e tini va’ a preparare.

Si sceglieva, per la vendemmia, una giornata serena e senza vento e l’intera famiglia partecipava alla raccolta. Allora la vite veniva coltivata non bassa come oggi, ma alta, sostenuta dai rami degli alberi, in prevalenza olmi, infatti si diceva che crescesse “maritata all’olmo”.

I grappoli raccolti venivano poi portati nella cantina e schiacciati con i piedi, operazione che faceva divertire i bambini e i ragazzi. Poi l’uva schiacciata si versava nei tini, dove avveniva la fermentazione. Da quel momento iniziava l’attesa per l’assaggio del mosto.

Ricetta contadina

I sughi con mosto d’uva

I sughi con mosto d’uva

Prendete del mosto di uva bianca o nera e fatelo bollire circa 15 minuti, schiumandolo spesso.Unite poco alla volta, per ogni litro di mosto bollito, un etto di farina bianca 00, facendola passare attraverso un setaccino e mescolando bene per evitare grumi. Quando...

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Attualità

Il cocomeraio

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Articolo di Claudia Rinaldi: Certamente il Covid19 con le norme sul distanziamento ha contribuito a mettere nel dimenticatoio un vecchio appuntamento estivo, tuttavia è da anni che stiamo assistendo alla fine di una tradizione che percorreva tutta Italia: il chiosco...

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Cosa Facciamo

I mercoledì del Té

I mercoledì del Té

Mercoledì 22 gennaio ’20, dalle ore 15,30 alle 17,30, presso la Casa dello Sport “Tina Zuccoli” di Rovereto sulla Secchia (MO), la prof.ssa Sara Prati, la dr.ssa Claudia Rinaldi e il prof. Giorgio Rinaldi ci intratterranno su Fiabe e leggende nel mondo contadino....

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Poesia

’Mrôś ed campagna

’Mrôś ed campagna

Foto pubblicata nel libro: "C'era una volta l'amore" di Sara Prati e Giorgio Rinaldi, ed. CDL Lê, l’è rássa ed cavî, êlta, un bēl fóst ed cuntadèina, cún di bê dèint bianch, tóta spal, tóta stámegh, tóta fianch, e … sèinza rufianîsm ed stápa e d-bóst. Ló, l’ê un pēz...

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Antichi mestieri

Il cocomeraio

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Articolo di Claudia Rinaldi: Certamente il Covid19 con le norme sul distanziamento ha contribuito a mettere nel dimenticatoio un vecchio appuntamento estivo, tuttavia è da anni che stiamo assistendo alla fine di una tradizione che percorreva tutta Italia: il chiosco...

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Proverbi contadini

Tradizioni contadine

L-ê tótt un ambaradán

Disegno e testo tratti dal libro di S. Prati - G. Rinaldi, 101 Modi di dire in Emilia-Romagna, Ed. Pendragon, BO, 2019 L-ê tótt un ambaradán, è tutto un ambaradan, significa è tutto un caos, una gran confusione.  Il termine ambaradán nasce dall’unione di due...

Dēres dagli àri (Darsi delle arie)

  Dēres dagli àri, darsi delle arie, significa darsi un’eccessiva importanza, farsi credere più di quanto si è realmente. Proprio come fa il gallo che si arieggia con le ali, senza sollevarsi da terra, come se volesse far sapere a tutti di essere il re del...

Fēr l-agrēst

“Fēr l-agrēst”, fare l’agresto, significa produrre col succo d’uva acerba un condimento acidulo. I contadini, una volta, lo usavano per insaporire carni, pesce e verdure, in sostituzione del succo di limone, quando non era reperibile nelle loro zone. L’uva acerba...

Dēr a mèint

Dēr a mèint, dare retta. Alla lettera “dare a mente”, ossia prestare mente/ attenzione a qualc. Deriva dall’antico italiano dare mente/porre mente (Dante, Leopardi). Nel nostro dialetto abbiamo anche il simile pánder mèint, prestare attenzione. Ohé, cíno, taca mò a...

La vaca la gh-ha magnê i léber

La vaca la gh-ha magnê i léber, la vacca gli ha mangiato i libri: si dice per indicare una persona ignorante e zotica. l’espressione, comune nel Modenese, è di origine bergamasca, nasce probabilmente nel XVI sec. e viene pronunciata per la prima volta dalla maschera...

I mōd ed dîr (i modi di dire)

Cuntēr al pêgri, contare le pecore: cercare di prendere sonno. Questo modo di dire, pronunciato spesso dalle persone con difficoltà a prendere sonno, sembra abbia origine da una fiaba de Il Novellino (fine Duecento), dove si narra che il terribile Ezzelino da Romano,...

I mōd ed dîr (i modi di dire)

A m-è d-avîś, mi sembra, credo che … e simili. L’espressione deriva dal lat. videor, sembrare, nella forma mihi visum est, mi sembra. Tuttavia avîś assume anche altri significati: avviso, avvertimento: s’a vén la muría ind i ēśen, tè t-an fē gnanch in tèimp a lêżer...

I mōd ed dîr (i modi di dire)

Fēr i cuê a badalócch, agire in modo rovinoso, caotico, senza cervello. Andēr a badalócch, andare in rovina, a rotoli; avêrn a badalócch, averne in enorme quantità; fēr dal badalócch, fare chiasso. Di etimologia incerta. Sembra derivare dall’antico ital. “badaloccare”...

I mōd ed dîr (I modi di dire)

Tgnîr bōta, tenere botta: resistere, perseverare, reggere. Il modo di dire sembra derivare dalla terminologia dell’antica scherma. (av. sec. XV). In passato indicava anche il sistema di tenere premuto il chiodo per ribatterlo nella parte della punta. Dopo i terremoti,...

Al presentaziòun – Le presentazioni (2)

Mê pēder e mê mēdra i-èin Dêlmo e la Caróla. (Mio padre e mia madre si chiamano Adelmo e Carolina). Cuást chè le Chéco, mê fradēl e cuásta l’ê la Zelestèina, mê surēla. (Questo qui è Francesco, mio fratello e questa è Celestina, mia sorella). Però, préma d-andēr ed...

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Novità in libreria

Indovinelli dei nostri nonni

Rebus dialettale

Risolvendo questo rebus dialettale troverete il mio nome. Chi sono e a cosa servo?

Vai alla soluzione…

 

 

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