Mese di Novembre

Mese di Novembre

Mese di Novembre

A Novembre, il penultimo mese dell’anno, l’autunno è ormai inoltrato: alberi e campi sono spogli e la natura, in molte giornate, è avvolta dalla nebbia e sembra attendere il riposo invernale.

Le giornate ormai si sono accorciate moltissimo, anche perché si sta avvicinando il solstizio invernale e per godere di giorni più tiepidi bisogna attendere la cosiddetta estate di S. Martino, che dura al massimo alcuni giorni.

I lavori nei campi sono molto diminuiti e ci sono maggiori possibilità per dedicarsi al tempo libero e alle feste.

In passato per San Martino (11 nov.) si facevano, festeggiando in allegria, gli assaggi del vino nuovo, accompagnandoli con le castagne. Si pensava già al Natale sempre più vicino e, a tal proposito, si diceva: da Santa Catirèina a Nadēl un mêś uguēl, da Santa Caterina (25 nov.) a Natale un mese preciso.

Ricetta contadina

Zuppa di cardi con polpettine

Zuppa di cardi con polpettine

Ingredienti: - un cardo - due coste di sedano - un buon brodo di carne - quattro etti di polpa di vitello - un etto di mortadella - un uovo - due cucchiai di parmigiano grattugiato - succo e scorza grattugiata di un limone non trattato - sale - olio di oliva - due...

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Attualità

Europa a gabbie zero

Europa a gabbie zero

La pandemia di Covid – 19 rappresenta un chiaro ammonimento che ci esorta a cambiare al più presto il modo in cui ci relazioniamo con gli animali e l’ambiente. Eppure, l’Italia è ancora lontana dall’obiettivo di un’Europa al 100% libera da gabbie per animali da...

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Cosa Facciamo

Eventi Folclore Contadino ai tempi del Covid-19

Eventi Folclore Contadino ai tempi del Covid-19

Il nostro giornale vive grazie ai sostenitori, agli eventi, agli spettacoli che organizza, alle conferenze, docenze, seminari, presentazioni di libri sulle tematiche di nostro oggetto di studio: folclore e civiltà contadina. Collaboriamo con scuole, Università,...

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Poesia

Al dé di mórt (Il giorno dei morti)

Al dé di mórt (Il giorno dei morti)

Al dé di mórt A i'ò vlù métar un fjòr só la tó tómba, t'arcordat? Andèvan al zimitéri insèm, mé ira cinéna, a ma stufèva, a vlìva ciapèr la biciclèta e pedalèr, gl' amìghi andèr a catèr. Incùa a vègn chè dèntar, ad dopmeʒdé e crèdum, a pèns sol a té. La véta la pèr...

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Antichi mestieri

Il cocomeraio

Il cocomeraio

Articolo di Claudia Rinaldi: Certamente il Covid19 con le norme sul distanziamento ha contribuito a mettere nel dimenticatoio un vecchio appuntamento estivo, tuttavia è da anni che stiamo assistendo alla fine di una tradizione che percorreva tutta Italia: il chiosco...

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Proverbi contadini

San Simone (28 Ottobre)

San Simone (28 Ottobre)

In Ottobre iniziava la semina del grano che veniva eseguita a mano. Un detto così ordinava:  Par San Simòun bóta via al zistòun, per San  Simone (28 ottobre) butta il cesto che contiene i semi, in quanto era bene a questa data, aver terminato la semina,...

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Tradizioni contadine

Andēr a vagg, andare a veglia

Andēr a vagg, andare a veglia

Andēr a vagg, andare a veglia: trascorrere le sere d’inverno, in compagnia, nelle stalle. Le serate a veglia iniziavano in genere il primo novembre, giorno di Ognissanti e terminavano il 19 marzo, giorno di San Giuseppe. Un tempo c’era l’usanza di ritrovarsi a sera,...

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Andēr a vagg, andare a veglia

Andēr a vagg, andare a veglia: trascorrere le sere d’inverno, in compagnia, nelle stalle. Le serate a veglia iniziavano in genere il primo novembre, giorno di Ognissanti e terminavano il 19 marzo, giorno di San Giuseppe. Un tempo c’era l’usanza di ritrovarsi a sera,...

L-ê tótt un ambaradán

Disegno e testo tratti dal libro di S. Prati - G. Rinaldi, 101 Modi di dire in Emilia-Romagna, Ed. Pendragon, BO, 2019 L-ê tótt un ambaradán, è tutto un ambaradan, significa è tutto un caos, una gran confusione.  Il termine ambaradán nasce dall’unione di due...

Dēres dagli àri (Darsi delle arie)

  Dēres dagli àri, darsi delle arie, significa darsi un’eccessiva importanza, farsi credere più di quanto si è realmente. Proprio come fa il gallo che si arieggia con le ali, senza sollevarsi da terra, come se volesse far sapere a tutti di essere il re del...

Fēr l-agrēst

“Fēr l-agrēst”, fare l’agresto, significa produrre col succo d’uva acerba un condimento acidulo. I contadini, una volta, lo usavano per insaporire carni, pesce e verdure, in sostituzione del succo di limone, quando non era reperibile nelle loro zone. L’uva acerba...

Dēr a mèint

Dēr a mèint, dare retta. Alla lettera “dare a mente”, ossia prestare mente/ attenzione a qualc. Deriva dall’antico italiano dare mente/porre mente (Dante, Leopardi). Nel nostro dialetto abbiamo anche il simile pánder mèint, prestare attenzione. Ohé, cíno, taca mò a...

La vaca la gh-ha magnê i léber

La vaca la gh-ha magnê i léber, la vacca gli ha mangiato i libri: si dice per indicare una persona ignorante e zotica. l’espressione, comune nel Modenese, è di origine bergamasca, nasce probabilmente nel XVI sec. e viene pronunciata per la prima volta dalla maschera...

I mōd ed dîr (i modi di dire)

Cuntēr al pêgri, contare le pecore: cercare di prendere sonno. Questo modo di dire, pronunciato spesso dalle persone con difficoltà a prendere sonno, sembra abbia origine da una fiaba de Il Novellino (fine Duecento), dove si narra che il terribile Ezzelino da Romano,...

I mōd ed dîr (i modi di dire)

A m-è d-avîś, mi sembra, credo che … e simili. L’espressione deriva dal lat. videor, sembrare, nella forma mihi visum est, mi sembra. Tuttavia avîś assume anche altri significati: avviso, avvertimento: s’a vén la muría ind i ēśen, tè t-an fē gnanch in tèimp a lêżer...

I mōd ed dîr (i modi di dire)

Fēr i cuê a badalócch, agire in modo rovinoso, caotico, senza cervello. Andēr a badalócch, andare in rovina, a rotoli; avêrn a badalócch, averne in enorme quantità; fēr dal badalócch, fare chiasso. Di etimologia incerta. Sembra derivare dall’antico ital. “badaloccare”...

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Novità in libreria

Indovinelli dei nostri nonni

Rebus dialettale

Risolvendo questo rebus dialettale troverete il mio nome. Chi sono e a cosa servo?

Vai alla soluzione…

 

 

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