Mese di Giugno 2021

Mese di Giugno

Mese di Giugno

In questo mese inizia l’estate, la stagione con le giornate più calde dell’anno e col maggior numero di ore di luce, infatti il 21 giugno abbiamo il solstizio d’estate. Ormai i contadini non temevano più il freddo ed erano contenti dell’arrivo dell’estate, secondo loro la màma di puvrátt la mamma dei poveri, che avrebbe anche portato il lavoro a molti braccianti e cameranti. In giugno, infatti, si svolgeva la mietitura che richiedeva tanta manodopera, per cui la famiglia contadina da sola, non sempre, sarebbe stata in grado di concludere il lavoro senza aiuti esterni.

La ricorrenza più importante del mese era quella di San Giovanni Battista (24 giugno), giorno in cui tutte le piante e le erbe assumevano speciali poteri taumaturgici. Quella notte la rugiada (la guàza ed San Żvan) era considerata magica e curativa, pertanto veniva raccolta per essere usata tutto l’anno. Nel Modenese, sempre in quella data, si raccoglievano le noci acerbe, per fare il nocino, ancora oggi un liquore tipico della zona, preparato secondo antichissime usanze.  

Ricetta contadina

Budino di riso e ciliegie

Budino di riso e ciliegie

Rubrica: La ricetta contadina del mese a cura di SARA PRATI. Budino di riso e ciliegie (per 6 persone) Ingredienti: - ciliegie nere gr 600 - riso gr 250 - zucchero gr 250 - un litro di latte - un baccello di vaniglia - un limone - una piccola noce di burro. Lavate e...

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Attualità

Cosa Facciamo

Eventi Folclore Contadino ai tempi del Covid-19

Eventi Folclore Contadino ai tempi del Covid-19

Il nostro giornale vive grazie ai sostenitori, agli eventi, agli spettacoli che organizza, alle conferenze, docenze, seminari, presentazioni di libri sulle tematiche di nostro oggetto di studio: folclore e civiltà contadina. Collaboriamo con scuole, Università,...

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Poesia

 AL TEMPORÈEL

 AL TEMPORÈEL

Quadro di Giorgio Rinaldi, Arriva il temporale, olio su tela, 70x100 Poesia di Sandro Roveda (dialetto di Carpi) Mè nōna la curìiva in dl’ēra cò’l rampèin e la muièta, pò la fēva sù ’na crôš mèinter ’n’ urasiòun l’a-gh blišghêva ’d-lúngh a la baslèta. Al céel al...

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Antichi mestieri

Un antico mestiere: al scarpulèin (il calzolaio)

Un antico mestiere: al scarpulèin (il calzolaio)

Quello del calzolaio (scarpulèin) nel mondo contadino era un mestiere spesso itinerante, in quanto questo artigiano si recava presso le famiglie contadine, vi restava per un certo periodo e fabbricava e riparava scarpe per tutta la famiglia, lavorando a mano, con...

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Proverbi contadini

La “guazza” di San Giovanni

La “guazza” di San Giovanni

Il mattino di S. Giovanni, le donne raccoglievano la rugiada della notte (guazza), mediante panni stesi sui prati e la mettevano in una bottiglietta. Questo liquido, ritenuto miracoloso, veniva usato durante l’anno per curare malattie, come un’acqua di bellezza e...

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Tradizioni contadine

Il significato paranormale del vento

Il significato paranormale del vento

Nel mondo contadino di una volta, il vento, come tutti gli altri elementi naturali, era molto osservato e considerato. Nelle giornate ventose il refolo improvviso che sollevava mulinelli di foglie e polvere, veniva chiamato "il folletto". Si credeva fosse provocato...

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Arivêr a la cavdàgna

Arivêr a la cavdàgna, arrivare alla capezzagna/ capitagna: arrivare alla fine della vita; giungere alla fine di un lavoro. Se il campo e il lavoro campestre possono simboleggiare la vita dell’agricoltore, così la capezzagna ne rappresenta i due estremi: l’inizio e la...

Magnêr còun al bvinēl, mangiare con l’imbuto, trangugiare il cibo.

Il modo di dire è conosciuto in tutti i dialetti della regione e numerose sono le varianti del termine “imbuto”, di cui riportiamo le più note: piriö (PC); lorètt (PR); ludrèt (RE); binēl, bvîna, dvinēl, bvinēl (MO); buvinē, buinēl (BO); piriòt, priòt (FE); pidariúl,...

Tgnîr da cat/- d’acàt (Tenere da conto, conservare con cura)

In dialetto la parola (a)cat viene usata soltanto in questa espressione, mentre in italiano “in accatto” (raro), significa “in prestito” e vivere di accatto, “vivere di elemosina”. Il dialetto Tgnîr da cat è un’espressione antica emiliana, già documentata, a Modena,...

Andēr a scrōch (andare a scrocco)

Andēr a scrōch o scruchēr, significa andare a scrocco/ scroccare, chiedere in regalo qualcosa che non ci è stato offerto o farselo pagare da altri, vivere a spese altrui, elemosinare, spesso senza bisogno. Sull’origine della locuzione sono state proposte alcune...

Dēr un côlp al zêrc e un a la báta (dare un colpo al cerchio e uno alla botte)

Dēr un côlp a zêrc e un a la báta , dare un colpo al cerchio e uno alla botte: non scontentare né l’una né l’altra parte contrapposte, con parole e azioni;  tenere i piedi in due staffe; comportarsi in modo diplomatico a volte a fin di bene, ma, a volte, per...

Ciapēr al tōr par i cōren (prendere il toro per le corna)

Ciapēr al tōr par i cōren, prendere il toro per le corna: affrontare una situazione, un problema, una persona con decisione. Il modo di dire ha origine dall’azione già illustrata in documenti e pitture egizie per mostrare come si doveva procedere al sacrificio del...

“Fradd da can”, freddo da cani

Corso di dialetto modenese del prof. Giorgio Rinaldi  - I modi di dire “Fradd da can”, freddo da cani: freddo terribile. L’origine della locuzione è molto incerta e diverse sono le ipotesi sulla sua antica origine. Forse la spiegazione più realistica è che i...

Andēr a vagg, andare a veglia

Andēr a vagg, andare a veglia: trascorrere le sere d’inverno, in compagnia, nelle stalle. Le serate a veglia iniziavano in genere il primo novembre, giorno di Ognissanti e terminavano il 19 marzo, giorno di San Giuseppe. Un tempo c’era l’usanza di ritrovarsi a sera,...

L-ê tótt un ambaradán

Disegno e testo tratti dal libro di S. Prati - G. Rinaldi, 101 Modi di dire in Emilia-Romagna, Ed. Pendragon, BO, 2019 L-ê tótt un ambaradán, è tutto un ambaradan, significa è tutto un caos, una gran confusione.  Il termine ambaradán nasce dall’unione di due...

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Novità in libreria

Indovinelli dei nostri nonni

Rebus dialettale

Risolvendo questo rebus dialettale troverete il mio nome. Chi sono e a cosa servo?

Vai alla soluzione…

 

 

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