“Fēr l-agrēst”, fare l’agresto, significa produrre col succo d’uva acerba un condimento acidulo.

I contadini, una volta, lo usavano per insaporire carni, pesce e verdure, in sostituzione del succo di limone, quando non era reperibile nelle loro zone. L’uva acerba veniva raccolta in luglio, in una quantità pattuita col proprietario del vigneto, ma  spesso i raccoglitori si appropriavano di nascosto di un quantitativo maggiore. Deriva, probabilmente, da questa azione il modo di dire fēr l’agrésta, italianizzato in “fare la cresta”, cioè derubare sui resti o sul prezzo stabilito.

 

(Da S. Prati – G. Rinaldi, 101 Modi di dire in Emilia-Romagna, Ed. Pendragon, BO, 2019)