PESCE D’APRILE: PERCHE’ SI FESTEGGIA ANCHE OGGI

La tradizione degli scherzi del primo di aprile non è che l’eco di un’antica festa pagana, in onore della primavera, caratterizzata da burle e buffonerie.
Su di essa si innestò probabilmente quella con cui, in alcuni paesi, si cominciava a celebrare l’inizio dell’imminente stagione della pesca. Tuttavia i primi giorni di aprile non erano spesso ottimali perché i pesci non avevano ancora abbandonato i fondali in cui avevano trascorso l’inverno. Purtroppo, molti pescatori impazienti, si recavano a pescare e ritornavano a mani vuote. Per questo motivo venivano presi in giro dai compagni, che li deridevano dicendo che erano andati a prendere “il pesce di aprile”.
Da questo fatto derivò l’usanza del “pesce d’aprile” che col tempo indicò un giro a vuoto, poi una fregatura infine una presa in giro. Quel giorno si cercava così di far cadere vittime di scherzi e burle i distratti e gli ingenui, per deriderli.
Una volta si incollava una moneta su di un marciapiede o si attaccava un portafoglio a un filo per poi allontanarlo quando un passante cercava di raccoglierlo. Il classico pesce di carta attaccato alla schiena dei passanti era (ed è ancora) il divertimento principale, soprattutto dei bambini.
Ma anche in tempi più recenti ci sono state clamorose burle del “pesce d’aprile”: nel 2012, la filiale inglese della Peugeot annunciò il lancio di un’auto che cambiava colore secondo le emozioni dell’autista e…fioccarono le prenotazioni!
Per approfondimenti sulle origini e tradizioni, è disponibile negli store online il libro dei Proff. Sara Prati – Giorgio Rinaldi, “Il ciclo dei mesi nella Civiltà contadina”, Ed Pendragon, Bologna, 2016.