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GIUGNO

Battistero di Parma - Ciclo dei mesi di Antelami - Giugno. Un giovane contadino afferra con la sinistra un fascio di spighe che si appresta a tagliare con il falcetto

 
Nel mese di giugno, esattamente il 21, inizia l’estate, la stagione più calda dell’anno. Iniziava anche il periodo dei grandi lavori campestri e dei raccolti più importanti dell’intera annata agricola. I contadini, vedendo il grano di un bel colore dorato, preparavano tutto l’occorrente per la mietitura, perché “giugno è il mese della falce in pugno”, come sosteneva un famoso proverbio. I braccianti si recavano nelle case di campagna per chiedere lavoro, tenendo in mano la falce (’msôra) la loro unica proprietà, speranzosi che i contadini avrebbero accolto la loro richiesta. Sapevano bene che i contadini da soli non sarebbero riusciti in molti casi a portare a termine la mietitura, perché era un’operazione che richiedeva tanta mano d’opera ed esperta. Si lavorava ore ed ore, uomini e donne, “trainati” dai più robusti, incitandosi a vicenda. Gli anziani ed i bambini aiutavano come potevano, porgendo i lacci (ligàtt) per legare insieme un certo numero di mannelle di spighe raccolte fino a formare i covoni o portando da mangiare e da bere per i mietitori durante le pause del lavoro.
A giugno si cominciavano a preparare i maceri per le future lavorazioni estive della canapa in molte zone del Modenese, del Bolognese, del Ferrarese e del Ravennate.
In questo mese si festeggiavano anche grandi solennità religiose, come quella di San Giovanni Battista, ricca di credenze e tradizioni, in cui non mancavano sagre, divertimenti popolari e persino il ballo.













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